
“Il Corpo Umano Vol. 1” di Jovanotti: condensato di musica, arte, luoghi.. e tanto reggaeton
Da pochi giorni è uscito il nuovo disco di Lorenzo Cherubini, a.k.a. Jovanotti, dal titolo «Il Corpo Umano VOL. 1». È un’opera capace di smuovere qualcosa nel cuore di chiunque lo ascolti; l’artista, decide di farlo con poesia, musica, reggaeton e… statue! Ma sarà riuscito a superare le aspettative dei fan che lo attendevano con ansia fino alla mezzanotte del giorno d’uscita?
“Montecristo” e “Fuorionda” sono i due singoli usciti prima del progetto al completo. La prima, composta da una melodia cupa in contrasto con un beat reggaeton, prende il nome dal celeberrimo romanzo di Alexander Dumas: “Il Conte di Montecristo“, che Jovanotti utilizza per raccontarci le proprie “sofferenze” attraverso quelle del protagonista. La seconda, invece, è già quasi una hit estiva e ci svela l’importanza di essere noi i veri artefici della nostra vita.
È importante tener conto dei video musicali che Jovanotti ha postato sul suo canale YouTube, dove in ognuno di questi c’è un’immagine in loop di Lorenzo che gira per la Galleria Borghese di Roma in mezzo alle statue antiche che lui stesso utilizza come “simbolo” per le sue tracce. Le canzoni in questione sono: “Senza se e senza ma” con un video dell‘Apollo e Dafne del Bernini, mito dell’amore sfrenato e dei suoi errori.
“La mia gente” e “La grande emozione“, entrambe rappresentate col David, sempre del Bernini, che simboleggiano la liberazione da tutto e da sè stessi, che Lorenzo auspica nel primo dei due brani: «mai più schiava di nessuno la mia gente» – cita l’autore.
“Grande da far paura” descrive perfettamente la sensazione di “Sublime” romantico-poetica. Jova infatti si trova a descrivere l’imponenza della natura che gli genera ammirazione ma allo stesso tempo una profonda paura, da lui rappresentata con “L’ Apollo col Grifo“, Dio della poesia, il tutto accompagnato da graziosi violini e un elegantissimo pianoforte.
Ultima, ma non per importanza: “Innamorati e liberi”, in cui Lorenzo ci fa rivedere “Il ratto di Prosperina“, opera che ritrae un furioso rapimento appassionato d’amore. La canzone in questione ha come titolo un grande ossimoro: l’amore di per sé non rende liberi, poiché ci lega a qualcuno, ma ha come unico scopo quello di rendere la vita più completa e soddisfacente.

Altri brani degni di nota sono: “L’aeroplano” che parla della sua passione per gli aerei divenuta un incubo per via della perdita del fratello in un incidente aereo; e poi “Un mondo a parte” dove si può per un solo istante rivedere il Lorenzo romantico e sdolcinato di “A Te“, in quella che potrebbe essere la più bella canzone di questo album… parola d’autore!

Infine… so che lo stavate aspettando… le canzoni che più di tutte vi faranno saltare dalla sedia! Tenetevi forte: “Le foglie di te“, “Universo“, “Il Corpo Umano” e “Lo scimpanzé“, atmosfere attraverso le quali lo spettro del Reggaeton e della musica africana aleggiano sull’album di Jovanotti. Per ultime ma non per importanza, troviamo “101” e “Celentano“. La prima è un inno al non arrendersi mai, mentre la seconda, autoesplicativa, è dedicata al suo caro amico Adriano ed al viaggio nel Caucaso centrale che Jova ha fatto. Nel brano citazioni dei successi de “il molleggiato” come “24.000 baci“, “Yuppie du” e “Svalutation“.
Insomma.. se siete fan di Jovanotti (ma anche se non lo siete) “Il Corpo Umano Vol. 1” non potete proprio perdervelo!
autore: Mix
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